Spedire negli USA dall’Italia: rotte, documenti e dazi
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Questa guida è per produttori, marchi ed esportatori italiani che inviano spedizioni commerciali ad acquirenti negli Stati Uniti, ad Amazon o ai propri clienti. Spiega le rotte dai porti e dagli aeroporti italiani, le formalità di esportazione, come funzionano i dazi statunitensi sui prodotti italiani a ottobre 2026 e quali documenti preparare.
Spedire dall’Italia agli USA in sintesi
Spedire negli USA dall’Italia significa passare da due sistemi doganali. In Italia la merce lascia il territorio doganale dell’Unione europea con una dichiarazione di esportazione. Negli Stati Uniti un importatore di riferimento (Importer of Record) deve dichiararla, pagare i dazi e rispettare le regole delle agenzie federali. In mezzo c’è la scelta del trasporto: mare o aereo, costa est o costa ovest, container completo o groupage.
Le decisioni che pesano su costi e tempi arrivano presto: in quale porto statunitense far arrivare la merce, chi è l’importatore di riferimento, come si classifica il prodotto e quali dazi si applicano nel 2026 ai prodotti di origine italiana. Le sezioni seguenti le affrontano nell’ordine in cui le incontra una spedizione.
- Voi Preparare Classificazione, origine, fattura e packing list
- Voi o il vostro spedizioniere Esportare dall’Italia Dichiarazione di esportazione, MRN e DAE, licenze se servono
- Vettore e importatore Mare o aereo ISF prima dell’imbarco per il trasporto marittimo
- Importatore di riferimento Ingresso negli USA Dichiarazione, dazi pagati, controlli delle agenzie
- Partner negli USA Consegnare Ricevimento, preparazione e consegna finale
Porti, aeroporti e rotte dall’Italia
Trasporto marittimo
I container per il Nord America partono soprattutto dai porti del Tirreno e del Mar Ligure: Genova, La Spezia, Livorno, Vado Ligure, Salerno e Napoli. Gioia Tauro è un grande porto di trasbordo, mentre dall’Adriatico si imbarca da Trieste e Venezia. Il vostro spedizioniere sceglie il porto in base agli orari delle partenze, alla rete del vettore e alla distanza su strada dal vostro stabilimento. Il groupage (LCL) viene di solito consolidato in un magazzino vicino a uno di questi porti.
Dall’Italia la merce per gli Stati Uniti esce dal Mediterraneo attraverso lo Stretto di Gibilterra, quindi le difficoltà nel Mar Rosso e a Suez non riguardano questa rotta. La costa est è la destinazione più vicina, e diversi servizi di linea collegano i porti italiani direttamente con i porti atlantici. La costa ovest è molto più lontana: la merce per Los Angeles o Long Beach passa dal Canale di Panama, oppure viene trasbordata in un porto hub su un’altra nave. Una terza soluzione è sbarcare sulla costa est e proseguire verso ovest su ferrovia o camion. Ogni soluzione ha tempi, costi e passaggi di mano diversi, e gli orari cambiano spesso: chiedete le opzioni attuali invece di affidarvi a un tempo di transito tipico.
| Soluzione | Come funziona | Quando valutarla |
|---|---|---|
| Mare verso la costa est | Servizio di linea da un porto italiano a un porto atlantico | I vostri acquirenti o il vostro magazzino sono negli Stati Uniti orientali |
| Mare verso la costa ovest via Panama | Servizio interamente marittimo attraverso il Canale di Panama fino a Los Angeles o Long Beach | La merce è destinata a clienti dell’ovest o a centri logistici della costa ovest e i tempi sono flessibili |
| Mare con trasbordo | Nave feeder o di linea fino a un porto hub, poi un’altra nave fino al porto statunitense | Offre una tariffa o una partenza migliore; tenete conto del passaggio di mano in più |
| Costa est più trasporto interno | Sbarco a est, poi ferrovia o camion attraverso il paese | I tempi contano più del costo della tratta interna |
| Trasporto aereo | Di solito da Milano Malpensa o Roma Fiumicino, da aeroporto ad aeroporto, poi consegna | Merce per il lancio, riassortimenti urgenti o alto valore al chilo |
Trasporto aereo e corriere espresso
Per le merci aeree gli scali di riferimento sono Milano Malpensa e Roma Fiumicino. Il trasporto aereo si paga sul peso tassabile, quindi è adatto a merce compatta e di valore più elevato, come pelletteria, occhiali, cosmetici o ricambi. Per campioni e pochi cartoni leggeri un corriere espresso è spesso più semplice, perché gestisce ritiro, volo e sdoganamento nella stessa rete. Se state scegliendo tra corriere, aereo e LCL per una prima spedizione, leggete come spedire i vostri primi 100 prodotti negli USA senza un container; per carichi più grandi, FCL o LCL spiega quando un container completo inizia a convenire.
Quando conviene spedire a Los Angeles o Long Beach
La costa est è più vicina all’Italia, quindi la costa ovest conviene solo quando la merce deve stare a ovest. Succede spesso quando:
- I vostri clienti sono negli stati occidentali. Se acquirenti, rivenditori o clienti online sono soprattutto in California e nell’ovest, far arrivare la merce lì evita un successivo trasferimento su camion o ferrovia da costa a costa.
- Amazon destina la vostra merce a ovest. È Amazon a decidere quali centri logistici ricevono le vostre unità, e l’opzione di distribuzione che scegliete incide sulle tariffe. La nostra guida sulle tariffe di inbound placement e i limiti di capacità spiega come funziona.
- Volete un unico punto di stoccaggio negli Stati Uniti per più canali. Un magazzino vicino ai porti può ricevere una sola spedizione e poi inviarne una parte ad Amazon, una parte ai rivenditori e una parte agli ordini e-commerce.
Confrontate il costo porta a porta completo nei due casi: mare fino alla costa ovest, oppure mare fino alla costa est più trasporto interno. Quando un container arriva in porto contano anche i costi di terminal e di sosta, che la nostra guida su drayage, demurrage e detention a Los Angeles e Long Beach descrive in dettaglio.
Il magazzino di Abanro si trova a Orange County, in California, vicino ai porti di Los Angeles e Long Beach. Se la costa ovest è adatta ai vostri clienti, possiamo ritirare la merce dal vostro magazzino in Italia, spedirla, occuparci dello sdoganamento negli Stati Uniti e riceverla qui, così l’intero percorso resta con un unico partner.
Formalità di esportazione in Italia: EORI, classificazione e dichiarazione
Per una tipica spedizione commerciale verso gli Stati Uniti, sul lato italiano servono questi elementi:
- Numero EORI. Gli operatori stabiliti nell’Unione europea che presentano dichiarazioni doganali devono avere un numero EORI, assegnato dall’autorità doganale dello Stato in cui sono stabiliti: per un’impresa italiana, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
- Classificazione. Classificate la merce con la nomenclatura combinata dell’UE. Le prime sei cifre del Sistema armonizzato sono comuni a livello internazionale, quindi il vostro codice europeo e il codice statunitense HTS condividono la base ma possono differire nelle cifre successive.
- Licenze e controlli all’esportazione. I prodotti a duplice uso richiedono un’autorizzazione dell’UAMA, l’autorità nazionale presso il Ministero degli Affari Esteri competente per le esportazioni di beni a duplice uso ai sensi del Regolamento (UE) 2021/821 e per i materiali d’armamento. Verificate anche se al vostro prodotto si applicano misure restrittive dell’UE.
- Dichiarazione di esportazione. La dichiarazione si trasmette per via telematica all’ufficio doganale di esportazione tramite il sistema AIDA dell’ADM. All’accettazione l’ufficio assegna un MRN (Movement Reference Number); dopo lo svincolo rilascia il DAE (Documento di Accompagnamento Esportazione), che viaggia con la merce fino all’ufficio di uscita. Lì l’uscita viene confermata per via telematica: l’esito “uscita conclusa” prova che la merce ha lasciato l’Unione europea, ai fini doganali e fiscali (Camera di Commercio di Cuneo, novembre 2023). La merce svincolata per l’esportazione deve lasciare il territorio doganale dell’UE entro 90 giorni. Molti esportatori affidano la dichiarazione al proprio spedizioniere o a uno spedizioniere doganale.
- IVA e prova dell’uscita. Le cessioni all’esportazione sono in genere non imponibili IVA, a condizione di poter provare l’uscita della merce. Conservate fattura, MRN ed esito di uscita per ogni spedizione, e verificate le condizioni con il vostro commercialista.
- Certificato di origine, se richiesto. Il certificato di origine non preferenziale è rilasciato dalla Camera di Commercio presso cui l’impresa è iscritta al Registro delle Imprese, con richiesta telematica tramite Cert’O dopo il deposito della firma del legale rappresentante (Camera di Commercio di Lecce).
Se vendete con termini in cui è il vostro acquirente statunitense a organizzare il trasporto, concordate per iscritto chi presenta la dichiarazione di esportazione in Italia. Con alcuni termini se ne occupa lo spedizioniere dell’acquirente, con altri resta a voi. La nostra guida agli Incoterms per le spedizioni negli USA spiega come EXW, FCA, FOB, DAP e DDP si dividono questi compiti.
Quando la merce è di origine italiana
I dazi statunitensi seguono il paese di origine, non il paese da cui parte la merce. Un prodotto realizzato in Italia con materiali italiani è di origine italiana. Un prodotto realizzato in Italia con componenti o materiali importati è di solito di origine italiana quando la lavorazione in Italia lo trasforma in un articolo nuovo e diverso: è il criterio della trasformazione sostanziale che la dogana statunitense applica in assenza di regole di un accordo commerciale. Operazioni semplici come riconfezionamento, rietichettatura, kitting o assemblaggi minori in genere non cambiano l’origine.
Nel 2026 questo conta, perché i dazi aggiuntivi statunitensi variano secondo il paese di origine. Un prodotto fabbricato in Cina, in Vietnam o altrove e spedito da un magazzino italiano mantiene la sua origine e paga i dazi previsti per quel paese (per i prodotti cinesi, anche i dazi Section 301 del 2018, che restano in vigore). Dal 24 luglio 2026 le merci di origine cinese pagano inoltre un dazio Section 301 aggiuntivo del 12.5% (HTSUS 9903.05.31), che in base alla U.S. note 52(a) si applica in aggiunta ai dazi Section 301 del 2018, salvo eccezioni (a ottobre 2026). Dichiararlo di origine italiana è una dichiarazione falsa, qualunque sia il percorso della spedizione. Le regole europee sull’origine preferenziale (EUR.1, REX) non hanno effetto sul dazio statunitense.
Ne derivano due conseguenze pratiche. Primo, la fattura commerciale deve indicare il paese di origine di ogni prodotto. Secondo, ogni articolo, o il suo contenitore quando consentito, deve in genere riportare il nome inglese del paese di origine in un punto visibile all’acquirente finale: quindi “Made in Italy” o “Italy”, non “Italia”. Alcuni acquirenti o banche chiedono anche un certificato di origine della Camera di Commercio; verificate cosa serve al vostro acquirente prima della spedizione.
Dazi USA sui prodotti italiani a ottobre 2026
Il dazio statunitense su un prodotto italiano si compone di più livelli. Verificateli per il vostro codice HTS prima di fissare un prezzo per gli Stati Uniti.
- L’aliquota ordinaria. Ogni prodotto ha un’aliquota nell’Harmonized Tariff Schedule of the United States (HTSUS). Non esistendo un accordo di libero scambio tra UE e Stati Uniti, i prodotti italiani pagano l’aliquota generale (MFN) della loro classificazione. Alcune aliquote sono zero, altre sono una percentuale del valore in dogana o un importo per unità.
- Il dazio Section 301 sui prodotti dell’Unione europea. Dalle ore 0:01 (ora della costa orientale) del 24 luglio 2026, i prodotti dell’Unione europea, Italia compresa, sono soggetti a un dazio Section 301 calcolato al netto dell’aliquota ordinaria (avviso USTR del 28 luglio 2026). La somma di aliquota ordinaria e dazio Section 301 è pari al 10%; se l’aliquota ordinaria è già pari o superiore al 10%, il dazio Section 301 è zero. I prodotti elencati negli allegati dell’avviso sono esenti, e la scheda informativa dell’USTR esclude dall’azione gli articoli e le parti di articoli soggetti a dazi Section 232.
- I dazi settoriali Section 232. Acciaio, alluminio, rame, automobili e componenti, camion, legname e alcuni mobili in legno, prodotti farmaceutici, semiconduttori e altre categorie hanno misure Section 232 proprie. Le aliquote negoziate nel 2025 nel quadro USA-UE erano applicate tramite l’IEEPA e sono decadute con l’Executive Order 14389 del 20 febbraio 2026. Le misure Section 232 sono state modificate più volte e nel 2026 ne sono arrivate di nuove, tra cui una su aerei commerciali e motori a reazione a luglio 2026: chi esporta in questi settori deve verificare il trattamento attuale per ogni spedizione.
A ottobre 2026: il 20 febbraio 2026 la Corte Suprema ha stabilito che i dazi imposti nel 2025 in base all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) erano illegittimi. Quei dazi sono cessati e i rimborsi passano dalla CBP. Una sovrattassa temporanea Section 122 è stata applicata dal 24 febbraio al 24 luglio 2026. Dal 24 luglio 2026 ai prodotti dell’UE si applica il dazio Section 301 fino a un totale del 10% con l’aliquota ordinaria, salvo esenzioni, e i dazi Section 232 si applicano a prodotti specifici. Aliquote ed esenzioni possono cambiare con breve preavviso: controllate l’HTS e gli avvisi più recenti prima di ogni spedizione.
Oltre ai dazi, la maggior parte delle dichiarazioni formali paga la merchandise processing fee e il trasporto marittimo paga la harbor maintenance fee. Un valore basso non significa esenzione: l’esenzione de minimis statunitense è sospesa per tutti i paesi dal 29 agosto 2025. La nostra guida sul costo di importazione dei prodotti negli USA spiega ogni voce e come calcolare il costo totale all’arrivo (landed cost).
Esempio ipotetico. Un produttore di arredo della Brianza spedisce da Genova un pallet di complementi d’arredo con un valore in dogana di $20,000. Supponiamo, solo a titolo illustrativo, un’aliquota ordinaria HTS del 4%, nessuna esenzione e nessun dazio Section 232 sul prodotto.
Dazio ordinario: $20,000 × 4% = $800. Dazio Section 301: la differenza fino al 10%, quindi $20,000 × 6% = $1,200. Dazio totale: $2,000, prima di merchandise processing fee, harbor maintenance fee, trasporto e costi di sdoganamento. Con un’aliquota ordinaria del 12%, il dazio Section 301 sarebbe zero. L’aliquota reale dipende dalla classificazione (e alcuni mobili ricadono nella Section 232), per questo il produttore la conferma prima di quotare i prezzi negli Stati Uniti.
Le fasi dell’importazione negli USA dopo la partenza dall’Italia
Negli Stati Uniti ogni spedizione commerciale richiede un importatore di riferimento: il soggetto responsabile della dichiarazione, della classificazione, del valore dichiarato e dei dazi. Un’azienda italiana può agire come proprio importatore di riferimento, e la dichiarazione è di solito presentata per suo conto da uno spedizioniere doganale autorizzato negli Stati Uniti. In alternativa, l’importatore di riferimento può essere il vostro acquirente statunitense.
- Prima dell’imbarco (solo trasporto marittimo): l’Importer Security Filing (ISF, spesso chiamato “10+2”) va presentato almeno 24 ore prima che la merce sia caricata sulla nave diretta negli Stati Uniti, anche per il groupage.
- Identità dell’importatore: un importatore estero senza codice fiscale statunitense si identifica presso la CBP con il modulo CBP Form 5106, che deve indicare la sede fisica effettiva dell’impresa, non l’indirizzo di uno spedizioniere doganale, di uno spedizioniere, di un agente registrato o di una casella postale. Dal 18 settembre 2026 la CBP annulla i numeri di importatore con dati del Form 5106 inesatti o incompleti.
- Cauzione e dichiarazione: le spedizioni commerciali di valore superiore a $2,500 richiedono in genere una dichiarazione formale e una cauzione doganale (customs bond). La dichiarazione va presentata entro 15 giorni di calendario dall’arrivo e di norma si presenta prima che la merce sbarchi.
- Svincolo e pagamento: la CBP e agenzie come la FDA esaminano la dichiarazione, possono ispezionare la merce e poi la svincolano. Dazi e diritti stimati si versano con l’entry summary.
Anche le regole per gli importatori di riferimento esteri si stanno irrigidendo. L’Executive Order 14411 del 3 giugno 2026 ha disposto restrizioni per gli importatori esteri, ad esempio sulle dichiarazioni informali e sulle cauzioni continuative; a ottobre 2026 sono disposte ma non ancora in vigore, quindi verificate le regole attuali prima di spedire. Se la vostra azienda non ha una società negli Stati Uniti, la nostra guida su importare e vendere su Amazon USA senza una società statunitense tratta l’importatore di riferimento non residente. La guida su come funziona lo sdoganamento negli USA descrive ogni fase in dettaglio. Abanro si occupa dello sdoganamento negli Stati Uniti come parte della vostra spedizione e, nei casi idonei, può agire come importatore di riferimento; vedete sdoganamento per cosa comprende.
Alimenti, cosmetici e altre merci regolamentate
Molti prodotti italiani richiedono più di una dichiarazione doganale. Pianificate questi passaggi prima della partenza, perché una registrazione mancante di solito significa un fermo alla frontiera statunitense, non un ritardo da risolvere durante il viaggio.
- Alimenti e bevande (pasta, sughi, olio, caffè, dolci, vino): gli stabilimenti che producono, confezionano o detengono alimenti per gli Stati Uniti devono essere registrati presso la FDA, ogni spedizione richiede la Prior Notice prima dell’arrivo, va identificato un importatore FSVP e le etichette devono seguire le regole statunitensi. La finestra di rinnovo 2026 della registrazione degli stabilimenti alimentari si chiude il 31 dicembre 2026. La FDA mantiene inoltre import alert che citano l’Italia per alcune categorie, ad esempio formaggi con contaminazione microbiologica e alimenti con coloranti non dichiarati. Vino e alcolici seguono anche le regole della TTB. Leggete come importare alimenti negli USA per la sequenza completa.
- Salumi e prodotti a base di carne: sono di competenza del Dipartimento dell’Agricoltura (USDA FSIS), non della FDA. Secondo l’elenco FSIS dei paesi idonei (aggiornato a maggio 2025), l’Italia è idonea solo per la carne suina cruda e trasformata, e il prodotto deve provenire da uno stabilimento italiano inserito nell’elenco FSIS.
- Cosmetici e cura della persona: in base al Modernization of Cosmetics Regulation Act (MoCRA), gli stabilimenti che producono o trasformano cosmetici per gli Stati Uniti devono registrarsi presso la FDA e la persona responsabile deve fare il listing di ogni prodotto. Formule ed etichette conformi alle regole UE richiedono spesso modifiche per il mercato statunitense. La nostra guida su come importare cosmetici negli USA tratta la parte della spedizione.
- Altre categorie: moda e tessile, elettronica, prodotti per l’infanzia e prodotti con batterie hanno regole proprie delle agenzie o dei vettori. La nostra guida sulle opportunità del mercato USA per gli esportatori italiani riassume le regole principali per settore.
Lista dei documenti per spedire dall’Italia agli USA
- Fattura commerciale in inglese: venditore, acquirente, importatore di riferimento, descrizione chiara di ogni prodotto (cos’è e di cosa è fatto), quantità, prezzo unitario e valuta, valore totale, paese di origine e regola Incoterms concordata.
- Packing list cartone per cartone, con SKU, quantità, pesi e dimensioni coerenti con la fattura.
- Dichiarazione di esportazione con MRN e DAE, esito di uscita e, se servono, autorizzazioni UAMA o altre licenze.
- Numero EORI dell’esportatore.
- Documento di trasporto: polizza di carico (bill of lading) per il mare o lettera di vettura aerea (air waybill) per l’aereo.
- Dati ISF inviati in tempo a chi presenta l’ISF per le spedizioni via mare.
- Dati dell’importatore negli USA: numero di importatore di riferimento (CBP Form 5106 per un importatore estero), cauzione doganale e procura firmata direttamente con lo spedizioniere doganale che presenta la dichiarazione.
- Classificazione HTS confermata per ogni prodotto, con un’origine che potete dimostrare.
- Documenti delle agenzie, se pertinenti: numeri di registrazione FDA e Prior Notice per gli alimenti, registrazione e listing MoCRA per i cosmetici, certificati di prova per i prodotti di consumo regolamentati.
- Indicazione dell’origine in inglese su ogni prodotto o sulla confezione di vendita, e certificato di origine della Camera di Commercio se l’acquirente lo chiede.
Come vi aiuta Abanro a spedire dall’Italia
Abanro è un partner logistico porta a porta per venditori internazionali: un unico partner dal vostro magazzino in Italia alla vostra destinazione negli Stati Uniti. Ritiriamo la merce dal vostro magazzino, organizziamo la spedizione internazionale via mare o via aereo e ci occupiamo dello sdoganamento negli Stati Uniti come parte della spedizione. Le formalità di esportazione italiane, come la dichiarazione con MRN, devono comunque essere completate prima della partenza, e vi diciamo cosa ci serve da parte vostra.
A Orange County la merce passa dal ricevimento e ispezione rispetto alla vostra packing list (ricevimento pallet da $15 per pallet, scarico container da $300 / $495 per 20 piedi / 40 piedi), poi dalla preparazione Amazon FBA (preparazione standard da $1.20 per unità), dallo stoccaggio o dall’inoltro ad Amazon, ai rivenditori e ai clienti. Sono prezzi di partenza; vedete la nostra pagina dei prezzi. Spedizione internazionale e sdoganamento sono quotati per ogni spedizione.
Inviateci l’elenco dei prodotti, l’indirizzo di ritiro in Italia e la destinazione negli Stati Uniti: pianificheremo con voi rotta, sdoganamento e ricevimento.
Richiedi un preventivo per la spedizione dall’ItaliaQuesta guida fornisce informazioni generali, non consulenza legale o doganale. Aliquote, esenzioni e requisiti delle agenzie cambiano, quindi confermateli per il vostro prodotto e la vostra spedizione prima di spedire.
Fonti e approfondimenti
- Numero EORI (Economic Operators Registration and Identification), Commissione europea, DG Fiscalità e unione doganale
- La nuova bolletta doganale digitale e nuovi obblighi per le imprese (21 novembre 2023), Camera di Commercio di Cuneo
- Certificati d’origine, Camera di Commercio di Lecce
- Autorità nazionale UAMA: materiali d’armamento e a duplice uso, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
- Executive Order 14389, Ending Certain Tariff Actions (91 FR 9437, 20 febbraio 2026), Presidenza degli Stati Uniti, Federal Register
- Avviso sulle azioni nelle indagini Section 301 su varie economie (91 FR 47318, 28 luglio 2026), Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR), Federal Register
- Scheda informativa sull’azione Section 301 relativa a 60 economie (luglio 2026), Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR)
- Harmonized Tariff Schedule of the United States (ricerca), Commissione per il commercio internazionale degli Stati Uniti (USITC)
- 19 CFR 134.11: obbligo di indicare il paese di origine, Codice elettronico dei regolamenti federali (eCFR)
- Importer Security Filing e requisiti aggiuntivi per i vettori (regola finale, 25 novembre 2008), Agenzia delle dogane e della protezione dei confini degli Stati Uniti (CBP), Federal Register
- Accuratezza dei dati dell’importatore di riferimento trasmessi alla CBP (91 FR 53627, 19 agosto 2026), Agenzia delle dogane e della protezione dei confini degli Stati Uniti (CBP), Federal Register
- Allegato al memorandum presidenziale: capitolo 99 dell’HTSUS, U.S. note 52, Casa Bianca
Fonti verificate il